Buongiorno cucinaaaa!
Eccoci qui, io e te, complici di mille battaglie.
Prima cosa: check temperatura del frigo – ok!
Seconda cosa: mettere su un caffè, fondamentale per la sopravvivenza.
Nel frattempo organizzo merende e pranzi e faccio il solito recap mentale dei bambini allergici e intolleranti: Serena NO uovo, Tommaso NO latticini, Stefano celiaco da manuale, Sasha NO maiale. Insomma, un menù che sembra il cast di un talent show culinario.
Ma io? Io sono Miss Precisetti,
la ninja delle diete speciali. Non mi frega nessuno: ho tutto archiviato nella mia testa e pure appeso al muro, tanto per sicurezza.
Stamattina merenda easy: frutta fresca di stagione. Devo solo sbucciarla… e bere il caffè.
Peccato che il caffè non esca.
La piastra sembra accesa: la spia è lì, la luce brilla… eppure niente.
Un dubbio mi attraversa il cervello: e se si fosse rotta la piastra?
NO, dai, ti prego.
Con tre piastre devo preparare cinque menù per quaranta bambini: non è matematica da cuoca, è matematica da Marvel. Ok, calma. Respiro. Piano d’attacco: chiamo la manutenzione, mi arrangio, non mi arrendo.
Avviso tutti, mi rimbocco le maniche e parto. Metto su l’acqua per la pasta e… non bolle. Oh no. Anche la seconda piastra è andata: K.O. tecnico, siamo a due su quattro.
Per un secondo vorrei piangere, ma resisto. Mi ripeto:
“Ce la puoi fare Elena, tu sei una macchina da guerra.”
E allora via, con due piastre superstiti. Inizia la danza culinaria: pentole che entrano, padelle che escono, spadellate ritmiche. Sembro a metà tra una cuoca e Beyoncé in concerto. Sudo tantissimo, ma vado avanti: qui non si molla.
E alla fine… tutto pronto. Cinque menù diversi, quaranta pasti. Tutti felici.
DAJE.
Drin drin. È la manutenzione: ci vorranno due settimane per i pezzi di ricambio. Due settimane con due piastre su quattro.
Sprofondo nella disperazione. Tipo Titanic, ma senza orchestra.
Poi entra la coordinatrice, raggiante: “Elena, oggi ti sei superata! I bimbi vorrebbero anche il tris!”
E puff, il cuore esplode di gioia. Altro che piastre rotte.
Domani sarò ancora più carica, più precisa, più agguerrita. Perché i miei bimbi mangeranno sempre bene. E sempre con amore.
Io sono Elena. E la cucina è roba mia.
E tu hai una storia al nido che hai voglia di raccontarci?
Scrivici a: spuntini@frasiformazione.it