Oggi vi vogliamo raccontare la storia di Mattia, 10 anni, quinta elementare.
Un giorno la maestra entra in classe con una notizia che nessuno avrebbe voluto sentire: “Ragazzi, mi spiace… quest’anno niente campo scuola. Ve lo sareste meritato, siete una classe bellissima…ma per un motivo o per un altro nessuna di noi può accompagnarvi.”
Silenzio.
Poi delusione.
Ma Mattia non ci sta.
Prova a convincere le maestre, coinvolge i compagni, organizza addirittura una piccola “petizione di classe”.
Niente da fare.
Ed è lì che arriva l’idea. “E se lo organizzassimo noi?”
Un’intuizione semplice, ma potentissima. “Mia mamma conosce un’associazione che organizza queste cose… proviamoci. Non molliamo.”
Qualche giorno dopo, Mattia & co. arrivano da noi con una richiesta chiarissima: organizzare il loro campo scuola. Non solo. Chiedono anche che il viaggio sia in linea con il programma scolastico: destinazione Etruria.
E così è nato il campus di Montalto di Castro (VT): tre giorni intensi, pieni di scoperte, risate e condivisione.
Tra le tappe: il parco archeologico di Vulci, Tarquinia e persino una giornata all’Isola del Giglio. Ad accompagnarli, due educatori professionisti, presenti in ogni momento per sostenere il gruppo, non solo dal punto di vista organizzativo, ma anche educativo e relazionale.
Perché un campo scuola non è solo un viaggio. È un’esperienza che lascia traccia: autonomia, amicizie, piccoli grandi traguardi.
E a volte, nasce proprio così. Da un “no” che qualcuno decide di non accettare.
Avete idee su giochi o attività da fare in casa con i bambini? Scriveteci!